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La crisi è ancora nera per l’industria delle costruzioni

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27.03.12 Presentato il rapporto congiunturale di ANCE Emilia-Romagna in un momento particolarmente critico per il settore

Per l'edilizia emiliano-romagnola la luce in fondo al tunnel appare ancora lontana. Nella sede di Unioncamere, è stato presentato il rapporto Ance sull’industria delle costruzioni in Emilia-Romagna.

Nei cinque anni compresi tra il 2008 e il 2012, secondo le stime Ance-Ance Emilia-Romagna, il settore delle costruzioni  avrà perso un quarto della produzione (- 24,9%), vale a dire 4,1 miliardi di euro: -43,8% nella nuova edilizia abitativa e -30,2% sia per gli investimenti in costruzioni non residenziali private che per le opere pubbliche.

Gli effetti sull’occupazione sono pesantissimi: 51.700 occupati persi nelle costruzioni in Emilia-Romagna tra la fine del 2008 e il terzo trimestre del 2011.

Le imprese, senza una pronta inversione degli investimenti, non potranno continuare a mantenere l’occupazione rimanente e si rischierà che parte dei lavoratori oggi in Cassa Integrazione non potranno essere reintegrati in azienda.

Le imprese di costruzioni sono schiacciate da un nuovo credit crunch, ben più severo di quello registrato dopo il fallimento di Lehman Brothers, e da una Pubblica Amministrazione che continua a bloccare i pagamenti dovuti per i lavori regolarmente eseguiti.

La stretta creditizia nel settore emerge anche dai dati di Banca d’Italia relativi ai primi 9 mesi del 2011: -31,7% di mutui erogati per investimenti in edilizia residenziale.

Le difficoltà di accesso al credito sono acuite dai ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, che hanno ormai raggiunto livelli insostenibili.

Il Patto di Stabilità Interno continua a rappresentare la causa prevalente di ritardato pagamento. Nella nostra Regione, secondo i dati certificati dall’Osservatorio regionale sulla finanza territoriale, ci sono oggi 2,3 miliardi di euro di residui passivi dei Comuni per investimenti in conto capitale.

Ma il dato più eclatante è un altro: 350 milioni di euro che gli enti locali hanno disponibili in cassa.

Allegati: Galleria fotografica - Rapporto Congiunturale ER - Nota di sintesi - Conclusioni e proposte del Presidente Ance - Video