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Emilia-Romagna, prima regione per l’export

ultima modifica 20/06/2014 10:00

17.6.14 A Rimini, presentato il Rapporto Sistema Agroalimentare 2013

L’Emilia-Romagna, la terra della “Food Valley” con la più alta quota di prodotti Dop e Igp e grandi marchi famosi nel mondo, è la prima regione per export agroalimentare in Italia: con una percentuale del 16%, ha superato anche la Lombardia.

E’ quanto emerge dal Rapporto 2013 sul Sistema Agroalimentare, realizzato in collaborazione tra l’Assessorato all’Agricoltura della Regione e Unioncamere Emilia Romagna, che è stato presentato lunedì 16 giugno a Rimini nella sede della Camera di commercio. Aumentano del 5,4% le esportazioni del settore. L’Emilia-Romagna è la prima regione italiana con un quota del 16% del dato nazionale.

L’incontro è stato aperto dall’intervento del segretario generale della Camera di commercio di Rimini, Maurizio Temeroli, a cui sono seguite le relazioni dei professori Stefano Boccaletti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Roberto Fanfani dell’Università degli Studi di Bologna che hanno illustrato i dati del Rapporto, una vera e propria “fotografia” ricca di informazioni, valutazioni e indicazioni per gli operatori del settore. Sono intervenuti inoltre, in un dibattito articolato ed interessante, Sauro Sarti, Dirigente Agricoltura della Provincia di Rimini e Valter Vannucci, Direttore Centro Agro Alimentare Riminese Spa.

IL FOCUS Rimini: le 2.500 aziende agricole raddoppiano la superficie coltivabile

Rimini ‘fanalino di coda’ in regione nel settore agroalimentare, ma solo a causa della superficie coltivabile, in quanto la produzione è nelle medie regionali. I dati provinciali emersi dal Rapporto agroalimentare 2013 evidenziano la sostanziale tenuta del settore nel territorio riminese e la sua importanza. Il settore, infatti, non è in crisi e mantiene livelli costanti nel tempo. Il punto debole del sistema è quello della remunerazione, ovvero quello che resta alle aziende agricole: poco, con margini sempre più sottili. Occorre, come ha ricordato Sauro Sarti, che vi sia un prezzo adeguato agli sforzi fatti dai produttori.

Fra i dati più interessanti: la SAU, cioè la superficie agricola utile, a Rimini tocca i 35mila ettari (il 3,4% a livello regionale) vale a dire 8 ettari in media per azienda. Un dato positivo in quanto la superficie media delle aziende è passata dal 2009 ad oggi, grazie all’ingresso dei sette comuni dell’Altavalmarecchia, da 4 ettari a 8, cioè è raddoppiata. Con il censimento, le aziende agricole sono risultate essere 4400, ma di queste solo 2500 sono iscritte alla Camera di commercio, ovvero hanno un fatturato superiore ai 7500 Euro annui. Rimini, dal punto di vista del numero delle aziende agricole, vale quindi ‘solo’ il 2% del totale regionale (ma per esempio, la zona di Rimini Nord produce da sola il 44% dell’insalata di tutta l’Emilia-Romagna). Un fattore importante per il futuro, che è stato evidenziato da più di un relatore, è l’arrivo nel giro di due/tre anni, del CER, il Canale Emiliano Romagnolo, che porterà acqua a mille ettari che potranno essere così irrigati e diventare produttivi. Dal punto di vista strategico, occorre integrare l’agroalimentare e i suoi prodotti di eccellenza con il turismo. Molto è stato fatto, sia attraverso numerose iniziative ad hoc, sia attraverso l’attività della Strada dei Vini e dei Sapori, ma c’è ancora uno scoglio culturale da superare, specialmente da parte degli operatori turistici, che non hanno ancora compreso l’importanza di veicolare questa eccellenza – olio, vino, formaggio, salumi – enogastronomica del territorio attraverso gli alberghi e la ristorazione.  Integrare turismo e produzione diventa quindi un passaggio fondamentale, sul quale continuare ad indirizzare gli sforzi sinergici di tutte le parti.

Qualità del prodotto, comunicazione del suo valore e della sua eccellenza, ammodernamento ai fini della recezione turistica delle strutture: sono questi alcuni degli asset strategici sui quali, a detta di CIA e Confagricoltura, occorrerà intervenire. Valter Vannucci, invece, ha stigmatizzato la mancanza di programmazione da parte degli operatori agricoli del territorio, cosa che rende difficile impostare il lavoro a lungo termine; il Caar mantiene comunque un andamento sostanzialmente positivo (confronto volumi: 2010 = 892.238; 2011 = 928.734 +4,09%; 2012 = 902.960 -2,78%; 2013 = 904.002 +0,12%). È stata infine annunciata per il 18 e 19 luglio 2014 la nuova edizione di P.Assaggi di vino che si terrà sempre nel Borgo San Giuliano, realizzata dal Consorzio della Strada dei Vini e dei Sapori con il contributo della Camera di commercio di Rimini.

Comunicato stampa - Le slide degli interventi presentati sono scaricabili al link:

http://www.riminieconomia.it/informazione-economica/pubblicazioni-e-biblioteca/il-sistema-agro-alimentare-dell2019emilia-romagna

All'ufficio Studi e Statistica è disponibile la pubblicazione in formato cartaceo.