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Il ruolo dell’economia sociale

ultima modifica 03/02/2014 15:32

24.1.14 Panoramica del non profit, settore in crescita mentre il profit cala

Il ruolo dell’economia sociale

Un momento del convegno. Da sinistra, Paolo Venturi e Guido Caselli

L’economia sociale svolge un ruolo determinante in termini di coesione e come leva di sviluppo territoriale. La conferma è arrivata dal convegno “Il terzo settore per l’economia sociale” organizzato dall’assessorato alle Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Unioncamere regionale.

Non solo un costo, ma un’opportunità. Una “forma” che ha saputo andare in controtendenza negli anni della crisi. Il non profit, il mondo del welfare o più in generale l'economia sociale, è un settore in crescita mentre il profit cede terreno. Una è stata presentata da Guido Caselli, direttore Centro studi Unioncamere Emilia-Romagna, ha fatto una panoramica sull’economia sociale in Italia e in regione. Dalla relazione di Caselli emerge il nesso del vantaggio che porta l’investimento in welfare, per il territorio, ma anche per aziende che sviluppano programma di welfare aziendale.

Alcuni dati

In Italia, operano a vario titolo nel Terzo Settore 516.590 persone, mentre quelle che operano nel manifatturiero sono 468.985. Tra il 2010 e il 2013 il profit ha perso occupazione mentre il no profit ha aumentato l’occupazione e per questo non è solo coesione sociale, ma strumento per creare nuova occupazione. L’Emilia-Romagna è una regione ad alto livello di capitale sociale, un fattore che consente alle province del territorio di avere un livello elevato di sviluppo rispetto a territori meno dotati di capitale sociale.

Concetti ribaditi da Paolo Venturi, direttore di AICCON (Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit) il Centro Studi, con sede presso la Facoltà di Economia di Forlì, che ha evidenziato come in Europa l’Economia Sociale rappresenti il 10% delle imprese (circa 2 milioni Imprese) e 6% dell’occupazione (più stabile della media europea). Cinque le grandi categorie

Società cooperative, Mutue, Associazioni, Fondazioni, Imprese Sociali. L’Italia è tra i cinque Paesi europei (gli altri Francia, Grecia, Polonia, Portogallo, Spagna, Ungheria) che hanno una legge sulla cooperazione sociale.

Il valore aggiunto dell’economia sociale è di qualificarsi come «asset» capace di rompere il «trade-off» fra equità e crescita (disuguaglianza - jobless growth) e come meccanismo generativo dell’innovazione

L’Economia sociale ha un ruolo di moltiplicatore rispetto all’economia e in termini di ben-essere. Come sottolinea Venturi, “la sfida è l’economia sociale come investimento dentro un prospettiva di sviluppo e di nuovo rapporto con la PA (governance)”.

La sintesi di conclusione dei lavori è stata di Pietro Barbieri, portavoce Forum Nazionale Terzo Settore e Teresa Marzocchi, assessore Politiche Sociali Regione Emilia-Romagna

Slide Guido Caselli - Slide Paolo Venturi

Per informazioni:politichesociali@regione.emilia-romagna.it e A.I.C.CO.N. ecofo.aiccon@unibo.it