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Tutte le strade dell'economia illegale

ultima modifica 18/12/2014 11:09
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15.12.14 L’Osservatorio Legalità di Unioncamere Emilia-Romagna e Universitas Mercatorum

Tutte le strade dell'economia illegale

da sx Andrea Mazzitelli- Universitas Mercatorum, Claudio Pasini - Unioncamere ER, Raimondo Boccia - Agenzia Dogane - Ivan Cecchini Comune di Bellaria Igea Marina

Allegati: Osservatorio Legalità (pdf 70 pagg.) - Comunicato stampa - Intervento Boccia - Intervento Mazzitelli - Intervento Cecchini - Guarda il video TGR ER su YouTube Unioncamere

L’Emilia-Romagna è una tra le regioni del Centro-Nord che mostra un’evidente fragilità e sofferenza del tessuto produttivo.

Bologna e Modena sono tra le provincie più vulnerabili dal punto di vista economico. Altri territori come Parma, Reggio Emilia e Rimini denotano valori medio-alti, sopra la media nazionale.

E’ la fotografia che emerge dal Rapporto dell’Osservatorio della Legalità in Emilia-Romagna, realizzato da Unioncamere regionale con il supporto scientifico di Universitas Mercatorum, che è stato presentato a Bologna.

Nella mappa che si ricostruisce in base ai dati del Rapporto, le province emiliano-romagnole presentano tutte valori medio-alti.

In particolare, Bologna e Modena “sono tra le più vulnerabili dal punto di vista economico”, mentre altri territori come Parma, Reggio Emilia e Rimini presentano comunque “valori sopra la media nazionale”.

Per indagare la penetrazione delle mafie, l’Osservatorio legalità di Unioncamere Emilia-Romagna  ha tracciato anche un’analisi dinamica - ossia lo sviluppo del fenomeno criminale - da cui emerge che Rimini e Ferrara sono le due provincie in cui si osserva, tra il 2010 e il 2012, un’improvvisa accelerazione tanto da occupare a livello nazionale rispettivamente il secondo e il quinto posto.

Bologna è la provincia meno dinamica dal punto di vista mafioso, ma questo ha una spiegazione “il fenomeno della penetrazione della criminalità e illegalità è già radicato e sedimentato da diversi anni nel capoluogo di regione”. Viceversa si assiste “a veri e propri shock territoriali e a una crescita repentina laddove i fenomeni prima non erano percepiti”. Da questo punto di vista, Ferrara e Rimini hanno gli indici più elevati.

Sui reati connessi all’illegalità commerciale (ovvero anche contraffazione di marchi e prodotti industriali nel campo agro-alimentare), Parma e Ravenna presentano i valori più alti, mentre sul fronte finanziario le attività illecite sono più diffuse a Rimini e Bologna, al secondo e settimo posto della graduatoria nazionale.

Rimini si colloca ai primi posti anche per la presenza di droga e prostituzione, problemi comuni anche a Bologna e Ravenna, e per l’elemento del riciclaggio, connesso alla presenza di turisti. Bologna e Ravenna, invece, evidenziano valori sopra la media nazionale per i reati di tipo predatorio per ottenere liquidità.

Tra i settori dei servizi la criminalità sta penetrando, in Emilia-Romagna, oltre che nel turismo, maggiormente nel credito, finanza e nell’ICT con il cyber-crime.

Quattro anni fa Unioncamere Emilia-Romagna e l’associazione Libera hanno stipulato un Protocollo di Intesa, rinnovato a inizio 2014, ai fini di una più efficace realizzazione di iniziative destinate alla diffusione della cultura della legalità e al contrasto alle infiltrazioni mafiose.

Unioncamere Emilia-Romagna, in collaborazione con alcune Camere di commercio della regione (Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Rimini), nel 2014 ha realizzato un progetto cofinanziato dal Fondo di perequazione nazionale per mettere a sistema i servizi a supporto della legalità nel territorio regionale.

Link utili: News: Presentazione Osservatorio della Legalità in Emilia-Romagna