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Igp ai Cappellaci di zucca ferraresi

ultima modifica 10/02/2016 17:24

9.2.16 L'Emilia-Romagna rafforza il suo primato italiano ed europeo

Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale  dell’Unione europea della Igp Cappellacci di zucca ferraresi, salgono a 43 le Dop e Igp regionali su un totale Ue di 1.267 e italiano di 280,

Il paniere delle Dop e Igp emiliano-romagnole genera un valore alla produzione di oltre 2,5 miliardi di euro, pari al 40% del dato nazionale e al 15% di quello europeo.  I primi quattro prodotti per valore economico sono:  Parmigiano  Reggiano Dop,  Prosciutto di Parma Dop, Aceto Balsamico  Igp e  Mortadella Bologna Igp.

“Un ulteriore importante riconoscimento che ci rende orgogliosi, con il quale la nostra regione rafforza il suo primato italiano ed europeo. ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli "È un risultato che nasce da una grande agricoltura e dal saper fare dei nostri produttori e che rafforza la reputazione dell’agroalimentare emiliano-romagnolo nel mondo.”

I Cappellacci di zucca sono una pasta fresca ripiena. La ricetta tradizionale prevede la preparazione della  sfoglia con farina di grano tenero, duro e uova e un ripieno costituto da  polpa di zucca gialla “violina”, con l’aggiunta di formaggio grattugiato, pangrattato, noce moscata e zucchero. Non è consentito l’uso di coloranti e conservanti. La zona di produzione è rappresentato dall’intera provincia di Ferrara.

I primi cenni ai “Cappellacci di zucca ferraresi” si ritrovano proprio nei ricettari rinascimentali degli scalchi al servizio della famiglia d’Este di Ferrara che governò la città dal 1186 al 1597. Nel 1584, in particolare, fu pubblicato “Dello Scalco”1, il ricettario di Giovan Battista Rossetti, cuoco presso la corte del duca Alfonso II d’Este. Proprio qui si ritrovano i primi riferimenti ad una preparazione di pasta con la zucca. Gli ingredienti sono gli stessi della ricetta attuale se non fosse per l’aggiunta di alcune spezie, come lo zenzero ed il pepe, oggi cadute in disuso ma all’epoca particolarmente diffuse.

La nuova Igp, con la quale l’Emilia-Romagna si conferma “regina del gusto” in Italia e in Europa, segue a breve distanza di tempo altre due indicazioni d’origine ferraresi: il Pampepato (o Pampapato) di Ferrara e la Salama da sugo. Anche in questo caso l’importante traguardo è stato raggiunto  grazie all’impegno delle aziende produttrici e all’azione di sostegno e coordinamento della Camera di commercio di Ferrara, il cui presidente Paolo Govoni, "esprime grande soddisfazione per il riconoscimento ottenuto da un classico della cucina ferrarese ed elogia il lavoro di quanti, artigianalmente o in modo industriale, contribuiscono quotidianamente a far conoscere ed apprezzare uno dei prodotti più tipici del nostro territorio"

Il Regolamento con cui è stata registrata la nuova Igp,  pubblicato sulla Gazzetta ufficiale Ue, è il  n.164 del 28 gennaio 2016.

La Camera di commercio di Ferrara sta preparando un grande evento in programma mercoledì 16 marzo con l'obiettivo di valorizzare al meglio, attraverso azioni coordinate e strategiche, una ricchezza, quella agroalimentare, che crea valore dal punto di vista culturale, sociale ed economico, cui si aggiunge l’effetto generato dal connubio ormai inscindibile turismo–enogastronomia, che contribuisce a potenziare la conoscenza e il favore dei prodotti tradizionali all’estero nonché a preservare aree svantaggiate e a sviluppare sistemi locali.
Sul sito camerale,  il documento unico «Cappellacci di zucca ferraresi» contenente, tra l'altro, la dettagliata descrizione del prodotto (ingredienti e forma).