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Congiuntura industriale in Emilia-Romagna. 2° trimestre 2009

ultima modifica 22/03/2011 17:20

20.10.2009 - Presentata l'indagine sulla congiuntura industriale. E’ proseguita la decelerazione produttiva, a conferma del momento negativo collegato alla crisi economica mondiale.

La produzione manifatturiera dell’Emilia-Romagna è diminuita in volume del 16,3 per cento  rispetto al secondo trimestre del 2008, ampliando il calo pari al 14,9 per cento già riscontrato nei primi tre mesi del 2009. Lo stesso è accaduto per il fatturato che pure è diminuito del 18 per cento, traducendo solo in minima parte il calo (attorno all’1,5 per cento) dei prezzi praticati alla clientela, chiaro indice delle difficoltà, con le imprese costrette a comprimere i profitti pur di restare competitive. Sulla stessa  linea gli ordinativi, in calo del 16,2 per cento ed in peggioramento rispetto ai primi tre mesi del 2009 (-15,4 per cento). 
Sono queste alcune indicazioni che emergono dall’indagine congiunturale relativa al secondo  trimestre 2009 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Carisbo.
Il forte ridimensionamento produttivo ha coinvolto tutte le classi dimensionali, con analoga situazione in ambito settoriale. La metalmeccanica ha risentito maggiormente, con una flessione del 19,3 per cento del fatturato e del 15,7 per cento della produzione. Solo il comparto alimentare – che è a-ciclico e quindi risente meno della fase congiunturale – ha sostanzialmente “tenuto”, con una produzione scesa tendenzialmente dell’1,6 per cento.
Rispetto al totale nazionale il dato dell’Emilia-Romagna è – seppur di poco – più negativo, andamento giustificato dalla maggior esposizione ai mercati esteri.
Ogni dimensione d’impresa e la maggioranza dei settori hanno concorso quindi alla diminuzione complessiva dell’export, pure in sofferenza dopo essere stato a lungo il vero punto di forza dell’economia regionale: le  esportazioni sono risultate infatti in calo del 9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008. La flessione complessiva (in un arco compreso fra il -4,9 per cento di “legno e mobili” e il -11,7 per cento di “meccanica, elettricità e mezzi di trasporto”) ha avuto l’unica eccezione delle industrie alimentari, il cui export è salito, sia pure moderatamente (+1,0 per cento).
L’ultimo scorcio del 2009 e l’inizio del 2010 si prospettano in salita soprattutto sul fronte dell’ occupazione. L’entità della crisi emerge infatti soprattutto dal dato della Cassa integrazione guadagni. Nei primi nove mesi dell’anno quella ordinaria di matrice anticongiunturale è aumentata dell’820 per cento, quella straordinaria (la cui concessione è subordinata agli stati di crisi oppure a ristrutturazioni) del 186 per cento.

 

Le variazioni tendenziali sullo stesso trimestre dell'anno precedente per le principali variabili dei settori considerati. Industria: fatturato -18,0%, esportazioni -9,12%, produzione -16,3%, ordini -16,2%. Artigianato manifatturiero: fatturato -18,8%, produzione -18,4%, ordini -18,9%. Costruzioni: volume d'affari -2,8%.

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