In Emilia – Romagna le Camere di commercio propongono alle scuole progetti di orientamento che hanno come obiettivo quello di portare i ragazzi in contesti lavorativi, simulati o reali, per farli provare, farli sperimentare, con la convinzione che tali esperienze possano diventare un pezzo importante della loro formazione, ma prefigurando anche loro la prospettiva di come quelle esperienze siano anche spendibili nel momento dell’ingresso nel mondo del lavoro.

In queste esperienze, i ragazzi devono essere gli assoluti protagonisti e la formazione deve essere finalizzata in ultima istanza al fare, al gestire, all’organizzare in prima persona, l’approccio, cioè, è quello del learning by doing.

E poi devono imparare a mettersi in gioco, perché in tutti i principali percorsi proposti c’è questo momento: un momento in cui, ad esempio, i ragazzi che hanno fatto una vera e propria impresa o che hanno avuto un’idea per rispondere una sfida, sono chiamati a presentarla in pubblico e a far valutare il loro lavoro da esperti oppure devono organizzare per i loro coetanei assemblee pubbliche sulla prevenzione delle dipendenze.

E deve trattarsi preferibilmente di percorsi per gruppi classe perché la competenza trasversale forse centrale dei percorsi che vengono proposti alle scuole è quella del lavorare in team, ognuno certamente con specifiche responsabilità, ma per obiettivi comuni e condivisi, nella logica della pianificazione e della corretta gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, del capitale relazionale.

Contatti: matteo.casadio@rer.camcom.it

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