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Unioncamere Emilia-Romagna ha analizzato i dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane.

Dopo avere rafforzato la ripresa nell’autunno, nel primo trimestre del 2026 l’export emiliano-romagnolo ha fatto segnare solo un lieve incremento (+0,2 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2025, risalendo a quasi 21.128 milioni di euro, corrispondenti al 13,0 per cento dell’export nazionale. L’andamento positivo delle esportazioni regionali è risultato sensibilmente più contenuto rispetto alla crescita del complesso dell’export nazionale (+1,3 per cento), che pure ha avuto un rallentamento all’inizio dell’anno.
Dei dodici macrosettori regionali considerati dall’indagine congiunturale cinque hanno ridotto le esportazioni. In particolare, è stato “decimato” (-10,8 per cento) l’export di mezzi di trasporto e si sono ridotte le esportazioni delle ceramiche (-6,2 per cento) e di alimentari (-2,7 per cento). Al contrario l’andamento complessivo è stato sostenuto dall’eccezionale incremento delle vendite estere dei prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+31,7 per cento) che hanno fornito il più rilevante contributo positivo all’andamento delle esportazioni regionali insieme con le vendite all’estero di apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche, medicali e di misura (+12,0 per cento).
Se si considerano le destinazioni, nel primo trimestre del 2026 l’andamento delle esportazioni emiliano-romagnole ha mostrato due volti contrapposti: ha avuto risultati decisamente positivi l’export diretto verso i mercati dell’Unione europea (+4,8 per cento) e in particolare dell’area dell’euro (+5,1 per cento), mentre è arretrato negli Stati Uniti (-2,6 per cento) e ha avuto pesanti cadute sui mercati del Medio Oriente (-12,6 per cento) e dell’Asia orientale (-8,7 per cento). Su queste possono avere contribuito l’aumento dei costi dei noli marittimi e l’impossibilità o l’aumento dei tempi di consegna derivanti dal conflitto nel Golfo persico, ma certamente ha pesato la debolezza della domanda interna cinese.
Dichiarazione del Presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Valerio Veronesi
«I dati del primo trimestre 2026 confermano che la nostra economia regionale possiede fondamentali solidi e una spiccata capacità di diversificazione, evidenti nella straordinaria tenuta di settori ad alto valore tecnologico come la farmaceutica e l'elettronica, e nel consolidamento delle nostre quote sul mercato europeo. Tuttavia, non possiamo ignorare i segnali di un rallentamento generalizzato. Lo scenario internazionale, caratterizzato da conflitti geopolitici che alterano profondamente le rotte marittime e da politiche tariffarie globali sempre più rigide, sta presentando il conto alle nostre imprese. L'impennata dei costi della logistica e la debolezza della domanda interna in aree cruciali come l'Asia orientale rappresentano ostacoli complessi per un sistema produttivo fortemente orientato all'export come il nostro. Diventa quindi prioritario supportare il tessuto imprenditoriale regionale non solo nel presidio dei mercati tradizionali di prossimità, ma anche nella gestione delle criticità logistiche e strategiche che i mercati transoceanici oggi impongono».
L'analisi completa delle Esportazioni regionali .
In calce i link:
- alla pagina delle analisi delle esportazioni regionali,
- alla più recente analisi delle esportazioni regionali (.pdf),
- al comunicato stampa (.pdf).
